Conservo di nascosto sempre lo stesso smalto

è stato come se avessi ricevuto all’improvviso una scossa elettrica.

come se il mio corpo fosse stato catturato da un demone sciocco a cui piace ricordare il passato e mi ha riportato indietro di oltre 15 anni.

è bastato leggere il titolo di una canzone e far partire quell’attacco di basso ed ero al liceo, avevo i capelli colorati e un mucchio di vestiti improbabili.

avevo un fidanzato con cui abbiamo fatto tira e molla per anni, me l’aveva fatta ascoltare lui.

vivevo in un posto che odiavo e sognavo di andarmene tutti i giorni.

il massimo della vita per me era fare la vacanza studio nel regno unito.

avevo un gruppetto di amici come fratelli e ci guardavamo le spalle a vicenda. alcuni di loro li ho persi per strada, altri li ho persi per sempre, altri non si sono mai spostati da lì.

avevo un mucchio di certezze su cosa sarei diventata.

 

forse mi ha fregato che i dubbi avrei dovuto averli da adolescente, invece li ho avuti a 30 anni.

ma quanto è stato bello e folle pogare da sola per casa con il volume alto e le parole che sono venute fuori a memoria.

anche se non l’ascoltavo da una vita.

anche se non assomiglio più alla signorina del 2003.

sono rimasti il sorriso folle e quegli orecchini bianchi.

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Neri quei giorni che passano senza di te
Quasi convinto che in fondo sia meglio così
Allentare la presa per merito di
Chi mi consola ed esorta alla rinuncia
Ma la pelle rigetta quel sorriso che
Trapiantato da bocche riverenti
No, lo sai non funziona su di me
Ostinato a ripetere tra i denti

Brucia ancora che prima o poi ritornerò
Conservo di nascosto sempre lo stesso smalto
Non temere zeta reticoli on my mind
Aspetterò il momento per un migliore slancio

 

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la prospettiva della vacanza allunga la vita

organizzare una vacanza cambia le prospettive dei giorni che seguono.

dopo le prenotazioni di alberghi, riad, escursioni del deserto e treni, la vacanza sembra più vicina e anche le cose per cui ci si era fermati a preoccuparsi, non sembrano poi, così importanti.

allora sticazzi le mattine passate a correre dietro un medico che fa il lobbista che fa il ricercatore che fa l’europarlamentare che al mercato mio padre comprò.

sticazzi le discussioni via mail con il centro di ricerca che invece di fare le cose si limita a rimandare e passare la palla a me che nemmeno sono coinvolta.

sticazzi quella risposta che aspetti entro il 10 luglio.

sticazzi questi incontri a stringere mani e a fare finta che te ne freghi qualcosa del progetto dell’associazione che la regione e ma poi il presidente si però l’istituto.

sticazzi tutto.

ora è il momento di iniziare a dire: se ne parla a settembre, declinato nelle sue mille sfumature.


ciao luglio, grazie di essere venuto a farci visita, avevo proprio bisogno di prenotare un po’ di escursioni nel deserto del marocco per staccare un po’.


 

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ps: lo so che in marocco in estate ci sono 6000 gradi, ma questo è il periodo di ferie e questo ci tocca. qualcuno di voi ha esperienza di marocco in estate per poter dare suggerimenti sull’abbigliamento?

Divisi dall’ubriachezza

Si può quasi dire che fino a ieri sera, io non mi fossi mai resa conto della differenza sostanziale di “formazione” e “scuola di vita vera” che c’è tra me e Marito.

Ovviamente abbiamo un mucchio di cose in comune, condividano i valori, crediamo nelle stesse cose, ma si può dire che la nostra formazione sia stata molto diversa.

Non è diversa per educazione e cultura scolastico/universitaria, perché manco a dirlo, anche l’università è stata la stessa.

Ma, con una certa dose di pratica “università della vita”, possiamo stabilire che io sono cresciuta nelle associazioni studentesche, nei centri sociali e nei partiti e lui in mezzo a tutto un altro tipo di gruppi.

Non è mai stato rilevante, non me ne ero nemmeno mai resa conto.

Poi, ieri, quando un suo amico si è ubriacato come la merda ho colto la differenza di formazione.

Vorrei poter dire che i luoghi comuni su una parte dei frequentatori delle associazioni giovanili, i partiti e i centri sociali siano solo calunnie.

Le calunnie per cui questi posti sono frequentati da giovani fatti, ubriachi e molesti.

Non erano proprio tutte calunnie, diciamo.

Forse era colpa della piccola città di provincia.

Della noia.

Della pioggia.

Per cui ho visto molto giovani ubriachi e molesti, potrei dire che sono “abituata”.

Marito invece è stato colto dal panico per un amico ubriaco, molesto, vomitante e lamentoso.

Vorrei poter dire che la mia conoscenza di fatti alcolici derivi da studi medici e professionalizzanti.

Invece no, deriva solo da svariati adolescenti ubriachi con cui ho condiviso passi, lotte e sabato sera.

Quando mi ha raccontato i sintomi della molesta ubriacatura, io non mi sono preoccupata, mi sembrava solo una molesta ubriacatura. Lui invece, non lo aveva mai visto così.

Allora io ho pensato a un amico disidratato ubriaco e molesto che cercava di bere la propria pipì, o a quello che parlava con il muro, o ancora a quello così fuori di testa che è svenuto sotto la doccia e ha rischiato di annegare.

Annegare, perché non sentiva la doccia.

Quindi sì, la differenza principale tra me e mio marito è arrivata ieri.

Io me la facevo con un mucchio di ubriaconi.

Per il resto, siamo uguali.

Nudo e crudo.

Il fallimento non aveva mai fatto parte di me.

A volte c’erano delle scivolate, delle cadute, ma mai il fallimento nudo. Crudo.

Come si distingue un fallimento?

Quante volte deve andare male per poter dire che hai fallito?

Cosa succede se, a un certo punto, perdi un po’ di quell’ottimismo che hai sempre avuto e cadi.

Ti lasci andare e basta.

Cadi in un abisso di non ci sono riuscita.

Proprio io che avevo programmato tutta la vita.

Scivolo giù e basta.

Mi lascio cadere.

Se una volta toccato il fondo, si può solo risalire, io invece resto qui, perché il fondo è dotato di un abisso inesplorato che può essere ancora più accogliente.

Nero.

Buio.

Più nero.

Più buio.

Associazioni di parole

Think tank.

È il contenitore di idee con cui ho iniziato a collaborare dall’inizio del mese. Praticamente passo le mattine a stare dietro a un uomo molto indaffarato, cercando di organizzare eventi, raccogliere idee, salvare il mondo. O almeno così dice lui. Più che altro lui si agita e io cerco di organizzargli il cervello dando delle priorità. Una roba a metà tra la psicologa e la Project manager.

Part time

Una condizione che non mi aspettavo, che non cerco e che in un’altra vita avrei agognato. Ora no.

Bambini

Non i miei, su questo non ho dubbi, ma di due napoletani a Bruxelles, che hanno messo un annuncio a cui ho risposto. Sono la baby-sitter di due mocciosetti due pomeriggi a settimana. Un lavoro tra filastrocche bilingue e bagnetti. Non ho idea di come sia finita a fare questa cosa, i bambini continuano a terrorizzarmi e mi stanno pure un po’ antipatici. Però ho scoperto di essere brava, i genitori mi adorano e, ogni tanto, mi diverto pure. Così sto impegnata altro tempo, e se sto impegnata non mi deprimo.

PS: io no, ma qualcuno molto vicino a me è in attesa, e io potrei impazzire grandemente e trasformarmi in una di quelle zie matte che regalano pony.

Studiare Francese

Quando non ho le mattine al think tank, non faccio la baby sitter o il part time, studio francese. Le scuole di lingue private erano il mio pallino anche quando ero molto giovane. Fondamentalmente sono una secchiona dentro, quindi studio, faccio i compiti e passo gli esami. Il voto mi galvanizza e aumentare di livello mi fa sentire come un Pokémon. Uno di quelli fichi e cazzuti. Tipo questo.

Colloqui

Non avevo idea che sarei arrivata a questo punto con tutti questi colloqui sulle spalle. Se un anno fa, ci avessi scomesso, i numeri sarebbero stati diversi. Ma ho imparato molte cose, su di me e sul mercato del lavoro qui. La più importante è che non sono esattamente stocazzo. Questo non vuol dire che io sia una scema o non sia brava o altro. Significa solo che là fuori è pieno di stocazzi che sono più brillanti, più giovani, più skilled. Me ne sono fatta una ragione, ma, ciononostante, continuo a mettermi alla prova, a sfidarmi con gli stocazzo provenienti da tutto il mondo. E vi dirò di più, sono anche diventata sfacciata. Faccio application per ONG internazionali, per ruoli per cui l’anno scorso avrei detto “figurati se aspettano a me”, per posizioni più senior. Perché anche se non sono stocazzo una cosa importante l’ho imparata: non si può mai sapere.

E non si applica solo alle condizioni climatiche di questo paese, ma a tutta la vita di questo paese. Ogni incontro va coltivato, ogni persona va ricordata, ogni numero di telefono va memorizzato.

Questo è un mercato che si basa sulla rete. Ma non quella del figlio di o del cugino di mio nonno che , qui ti presenti e dici cosa sai fare. E parli dei progetti realizzati, dei risultati raggiunti e non si può mai sapere. Una rete di relazioni che ancora non ho imparato a tessere ma che cerco di capire. Tra alti e bassi.

Marocco

Se penso che dopo un anno a Bruxelles, quando ci sono 16 gradi mi metto le mezze maniche, l’idea dei 50 gradi di questa estate in Marocco mi tramortisce.

Poveri noi.

Amici

Necessari come l’aria. Mi è bastato un weekend a Milano per ricaricare le batterie e riprendere fiato. Quella del Belgio è un’esperienza incredibile e abbiamo vita sociale anche qui. Ma quanto mi mancano quei coglionazzi dell’università, ancora non riesco a crederci. Anche se abbiamo solo parlato, mangiato e camminato, era proprio quello di cui avevo bisogno.

La terza età

La terza età arriva arrogante una mattina, dopo un paio di giorni dal tuo trentunesimo compleanno, quando, mentre stai facendo shopping perché è scoppiato il caldo, il collo ti si blocca.

E tu non puoi più piegare la testa, girarti a guardare una cosa o reggere una borsa sulle spalle.

La Signora Pasteis: 31 anni da due giorni.

Il momento migliore

La verità cruda è che, anche se ormai sono più di tre mesi che vado in palestra, e che mi tengo impegnata con l’esercizio fisico, il mio momento preferito è quando rientro nello spogliatoio per andarmene.

Non ho rilascio di endorfine, sudo come se ci fossero 45° e odio, fortissimamente odio i trainer piacioni (si, li trovate anche in Belgio).

Per cui, la maggior parte del tempo, mi intrattiene Duets di Cristina D’Avena e una serie di strane playlist che Spotify sceglie per me.

Oggi però ho mangiato la pasta a pranzo, quindi, anche se sono stata due ore in palestra, la mia unica felicità è arrivata dai carboidrati.

Statece.

Qui vediamo un’inedita immagine di La Pasteis che fa come Kung fu Panda.